NEW YORK E LA PANDEMIA MONDIALE..

Ci ho messo tanto per scrivere questo post, scritto e riscritto tante volte, doveva essere il primo pezzo che inaugurava il mio sito, ma ripensare a questo anno, anzi a questi sedici mesi, è molto doloroso..

Mai in tutta la mia vita mi sarei immaginata quello che è successo..

Sono innamorata di New York da quando avevo dieci anni, in pratica un quarto di secolo.. Ho realizzato il mio sogno di visitarla nel 2013 per la prima volta e da allora non ne posso più fare a meno.. C’è chi mi definisce pazza, ossessionata ed anche noiosa ma io senza New York non posso stare.

Nel 2001 avevo appena 15 anni, quando ci fu l’attentato che cambiò il mondo, rimasi incollata alla tv in attesa di notizie per settimane, la città che tanto amavo era stata letteralmente messa in ginocchio..

La resilienza, la forza d’animo di ogni singolo abitante della città di New York che da quel 11 Settembre si sono rimboccati le maniche per riportare la città ai suoi albori.. e ce l’hanno fatta forse è per questo che amo ancora di più questa città..

Con l’arrivo della pandemia Coronavirus che ha colpito tutto il mondo, il mio cuore è caduto in uno sconforto pazzesco, la mia nazione l’Italia caduta in un baratro dal quale ancora oggi si fa fatica ad uscire, e poi New York, la città che ho sempre amato, la città che non dormiva mai si è spenta, si è svuotata..

Rispetto all’Italia in America la pandemia è iniziata con un po di ritardo.. e come era quasi normale che succedesse il primo focolaio di positivi c’è stato proprio a New York.. In breve tempo l’intera Nazione è stata contagiata e purtroppo i numeri elevati si conoscono benissimo.

Ero già a casa in Lockdown da qualche giorno quando arrivò la notizia che i casi negli Stati Uniti aumentavano e che la città più colpita era NY, Andrew Cuomo e Bill De Blasio, chiedevano di uscire quanto meno possibile dalle proprie abitazioni, poco dopo proprio come in Italia, bar e ristoranti chiudevano i battenti, seguiti a raffica da negozi e tutto ciò che fosse attività commerciale.

Quella che fino a quel momento era un incertezza italiana, iniziò ad essere un incertezza mondiale.

Nei telegiornali , venivano trasmesse notizie di ogni genere, mentre i governatori degli stati più colpiti New York e California cercavano di correre ai ripari il presidente degli Stati Uniti diceva che era una semplice influenza ed incitava all’odio contro la Cina, New York in meno di quindici giorni divenne lo spettro di se stessa,le strade vuote gli ospedali pieni, ed il suono delle ambulanze che rimbombava in ogni strada, era purtroppo la storia di tutte le città, ma chi ha visto New York da vicino sa bene a cosa mi riferisco.. La città a Marzo del 2020 cadde in un lungo sonno..

Quasi subito, l’area della città di New York è risultata essere la parte più colpita degli Stati Uniti d’America.. Il video di Cuomo che cerca di fare coraggio ai suoi cittadini.. le immagini della città deserta, le file fuori i centri d’aiuto , le immagini degli ospedali da campo a Central Park non era New York non la mia amata NY.

Ecco cosa è successo: il 24 Marzo il Governatore dello Stato di New York posta un video creato con le immagini della città del popolo e con il suo discorso in sottofondo..

“Scaccia via quell’ansia, quella paura, quella paranoia. Siamo tosti a New York e nella città che ama tutti l’amore vincerà contro il virus , ce la faremo perché abbiamo affrontato molte cose e perché siamo ‘smart’. Siamo tosti a New York questo posto ti rende tosto, ma nel modo giusto”.

Quel giorno lo trsmettevano su Sky tg24 , piansi e tanto, la mia NY, la città dalle mille luci, la città dei sogni, delle speranze, delle opportunità.. si stava fermando.. Il video quel giorno lo guardai circa venti volte..e quelle parole mi diedero forza per affrontare anche il mio Lockdown in Italia.

Ce la faremo perché amo New York e amo New York perché New York vi ama. New York ama tutti voi. Che tu sia bianco, nero, mulatto, asiatico, basso, alto, gay, etero. New York ama tutti. Ecco perché amo New York. E alla fine, amici miei, anche se è una lunga giornata, e questa è una lunga giornata, l’amore vincerà ancora contro questo virus” cit. Andrew Cuomo

New York ama tutti ed è proprio con l’amore di tutti che riuscirà a superare anche questa.. pensai.

Dottori , paramedici , poliziotti , vigili del fuoco non si sono mai fermati per dare assistenza ai loro cittadini, ma la situazione era pesante e non riuscivano più a dare assistenza ai malati.. ricordo il video di un infermiera afroamericana di un noto ospedale della città che disse la frase che anche qua in Italia molti nostri medici hanno dovuto dire e che ti struggeva l’anima “si deve scegliere chi salvare..” poco dopo iniziarono a girare sul web e nei telegiornali le immagini di Hart Island .

Il pericolo d’infezione era costante e bisognava liberarsi i fretta delle salme, la tolleranza verso le salme che alla morgue non reclama nessuno passò da 60 giorni a 14 In una situazione così, non c’era altra scelta che seppellire i senza nome, i senza famiglia, i senza soldi nelle fosse comuni di Hart Island. Quelle immagini erano strazianti.. e per un attimo pensai a quei senza tetto così gentili che avevo conosciuto a NY, vuoi per un panino o qualche dollaro, pensai a quella signora italoamericana vista nel 2017 che cantava fuori il Madison Square Garden O sole Mio.. Hart Island l’isola della disperazione divenne dimora delle anime delle vittime del Covid..

La città stava crollando ed alla fine di Marzo arrivò la USNS Comfort, la nave ospedale inviata dal governo federale , una nave ospedale della Marina militare gestita anche da personale civile che porta a New York 1.000 letti d’ospedale, 1.200 tra uomini e donne del personale e dispone di 12 sale operatorie, quella nave per un qualsivoglia motivo portò un senso di sollievo nei cuori dei newyorkesi.

Il 2020 è stato un anno complicato e difficile per tutto il mondo, fatto di restrizioni, difficoltà economiche , mancanza d’affetti e di libertà. Il problema era che non appena si allentavano minimamente le restrizioni i numeri aumentavano a vista d’occhio.

A Maggio 2020 New York contava quasi 1000 morti al giorno, di riaprire non se ne parlava, assolutamente vietati voli internazionali e i voli interni solo per emergenza.. Cosi la città è sprofondata in un terribile sonno profondo..

Da Giugno migliaia di Newyorkesi iniziarono a lasciare la città, molti italiani hanno rinunciato chi momentaneamente chi per sempre al loro sogno americano.. New York non era più New York ..Ci fu un vero e proprio esodo al contrario.. Il cuore si faceva in mille pezzi quando vedevo sui social video delle strade deserte.. Times Square o la Grand Central vuote come mai prima di allora..

Piccoli allentamenti furono effettuati un po come per tutto il mondo anche a New York.. i cittadini anche se restii iniziarono a prendere contatto con la loro nuova realtà, come in tutto il mondo fatta di distanziamenti, mascherine e cene a casa.. Inoltre era iniziato il periodo delle elezioni, prima le primarie del partito democratico che videro Biden vincere su Bernie Sanders. Il duello ora era tra l’ex vice presidente Biden e Trump il newyorkese più odiato in città.. Le polemiche per la morte di George Floyd e Breonna Taylor da maggio viaggiavano all’unisono con le polemiche per il covid-19 preso troppo sotto gamba da parte dell’amministrazione Trump..

I numeri dei contagi non diminuivano e i morti nell’America di Trump aumentavano fino ad arrivare a 200mila , molti repubblicani sono ancora convinti che una cose che abbia fatto perdere le elezioni al presidente più odiato nel suo stesso partito.. Trump come già sappiamo aveva preso sotto gamba la situazione, non solo definendola una banale influenza come gran parte degli ignoranti in giro per il mondo, ma anche dando suggerimenti stupidi e volendo intentare guerre inutili.

A 16 mesi , NY is back! La pandemia non è ancora ma la città sembra essere rinata, avrei tanto voluto che anche qui da noi fosse andata cosi, ma New York non è Milano, non è il resto del mondo , la resilienza dei sui abitanti l’importanza di tornare a vivere.. Senza se e senza ma.. è questo che amo di questa città.


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